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Cancro al cervello per il cellulare, la Cassazione d ragione al manager malato Innocente Marcolini: La gente deve sapere cosa rischia

Sábado 20 de octubre de 2012 · 802 lecturas

Cancro al cervello per il cellulare,
la Cassazione d ragione al manager malato
Innocente Marcolini: La gente deve sapere cosa rischia

Innocente MarcoliniInnocente Marcolini
Non vuole parlare di vittoria, ma di rispetto delle norme e della necessit che ci sia consapevolezza su quanto siano dannose le onde elettromagnetiche e che le persone usino i cellulari seguendo alcune regole ben precise per evitare gravi problemi di salute. Non vuole enfatizzare il successo, ma la Corte di Cassazione, sezione lavoro, nei giorni scorsi ha dato ragione a Innocente Marcolini, 60 anni di Carpenedolo, ex dirigente d’azienda: stato l’uso continuo del cellulare per motivi di lavoro a sviluppare il tumore benigno al trigemino, la sua una malattia professionale. I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso dell’Inail costretta a versare al dirigente una pensione per una invalidit all’80 per cento.Un tumore per colpa del cellulare, la storia di una manager bresciano

La mia non una battaglia personale - ci tiene a precisare - ma volevo solo che venisse riconosciuto il legame che c’era tra la mia malattia e l’uso del cellulare e del cordless. Volevo che questo problema diventasse di dominio pubblico perché molte persone non sanno ancora il rischio che corrono parlando a lungo al cellulare senza utilizzare l’auricolare, oppure tenendolo infilato nella tasca dei pantaloni. E non un caso che la stessa malattia abbia colpito anche un collega, Francesco Morelli, stessa multinazione e stesso uso smodato del cellulare.
Il dolore Marcolini l’ha provato sulla sua pelle. Nel 2002 gli viene diagnosticato un tumore benigno al trigemino sinistro. Per dodici anni - spiega - sono stato direttore finanziario e del personale di una multinazionale bresciana. Ero sempre al telefono, o meglio al cellulare e al cordless: facevo telefonate continue, almeno 5 o sei ore al giorno. Sempre con il cellulare attaccato all’orecchio. Il vivavoce lo usavo solo in auto. Tutto normale fino all’estate del 2002: Mi sono alzato con un formicolio al mento, come se fossi stato anestetizzato. Mi sono rivolto al medico di base che mi ha indirizzato al pronto soccorso e poi ho fatto una risonanza magnetica. Era il 2 luglio, dopo tre ore di risonanza magnetica il medico mi ha spiegato il problema: neurinoma del ganglio di Gasser, un tumore benigno al nervo trigemino sinistro.

Marcolini si preoccupato, ma non disperato. E ha iniziato a voler capire. Mi ricordavo le lezioni alle medie del professore di Educazione tecnica che parlava del rischio delle onde elettromagnetiche. Sono partito da quelle conoscenze e poi ho navigato in Internet e ho maturato la convinzione che i miei problemi di salute fossero legati al lavoro, all’uso continuo del telefono senza fili. Non mi ero ammalato perch sfortunato, ma c’era una ragione nella mia malattia. La sua grinta e la competenza di chi lo ha accompagnato nella sua battaglia - i professori Giuseppe Grasso, neurochirurgo di Brescia e il professor Angelo Gino Levis, oncologo e ordinario di Mutagenesi Ambientale all’Universit di Padova (il suo sito applelettrosmog.it) l’hanno portato alla vittoria dei giorni scorsi.

Ma per Marcolini non finita: il suo calvario non finito, la sofferenza costante, ma una nuova sfida si profila all’orizzonte. Ne parla con entusiasmo. Da quest’estate presidente dell’Asd, l’associazione sportiva dilettanti di Carpenedolo. L’associazione ha gi pi di cento iscritti, ragazzini che vogliono calcare il prato, affondando i chiodi delle scarpette nell’erba, lasciando perdere per qualche ora alla settimana videogiochi e cellulare. Ma un pericolo si insinua anche qui e Marcolini l’ha gi individuato. Dietro alla porta sud del campo c’ una torre di antenne alte 30 metri e sotto ci sono anche la piscina comunale e il tennis. Che rischi corrono i bambini e gli sportivi?. Marcolini lo vuole sapere.

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Wilma Petenzi

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